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  • Buongiorno, vorrei per cortesia un suo parere giuridico sulla mia situazione famigliare e consigli su come procedere. Purtroppo sono una trentenne precaria e da qualche giorno sono dovuta ritornare a casa. La cosa mi spaventa. Da piccola fui affidata legalmente a mio padre che ha sempre provveduto al mio mantenimento (nei fatti sono cresciuta con la nonna paterna, purtroppo deceduta). Già l’anno scorso mi trovai in difficoltà economiche e dovetti tornare a casa. Con il primo lavoro a tempo determinato che trovai dopo due mesi riuscì a scappare. In famiglia ci sono casi di insulti, minacce, percosse ricorrenti, ora perfino diffamazione. L’anno scorso andai dai carabinieri e da un Avvocato nel luogo di caltanissetta. Avevo perfino le registrazioni delle scenate subite. Non stavo bene. Proprio a causa di problemi economici e terrore di tornare in famiglia andai in depressione. A Firenze iniziai un persorso psicoteraeutico e fu proprio la mia dottoressa chiese a mio padre di aiutarmi. Tornai a casa…l’inferno. Mesi per riprendermi da attacchi di panico dovuti a violenza domestica. Stare con questa rabbia dentro, il disgusto per i comportamenti di questa persona da cui purtroppo dipendo fa stare male. Da sempre (in passato ho sofferto anche di anoressia e dovetti andare lontano, a Firenze, per alleggerirmi e ritrovare il mio equilibrio). L’anno scorso fu la psicoterapeuta a consigliarmi di andare dai Carabinieri. Peggiorai la mia situazione perchè mio padre andò dal suo legale e pur essendo benestante mi diminuì il suo aiuto monetario perchè legalmente oltre il vitto e l’alloggio non ha altri obblighi. Io non me la sentii di denunciarlo. Denunciarlo significa rimanere senza un tetto e per strada. Ho paura che le violenze si ripetano e vorrei sapere come posso tutelarmi. Sono stanca di umiliarmi e lesinare ogni volta che mi trovo costretta a chiedere denaro per vivere. Dopo la laurea non ho fatto nemmeno l’esame di abilitazione cercando subito di lavorare e rinunciando ad opportunità pur di non chiedere denaro a chi di per sè è benestante. Cosa posso fare per tutelarmi? Purtroppo non è semplice trovare lavoro. Provo. Finora nulla di indeterminato e ho periodi di disoccupazione. Le mie condizioni danno adito per denigrarmi e farmi dare dell’incapace. Magari cercare di convincermi della mia incapacità picchiandomi o minacciandomi. Ho paura. Sono tornata in Sicilia. Per fortuna fino a maggio non rientrerà in Italia. Cerco le mie opportunità di lavoro. Con il contributo minimo di mio padre non ho opportunità. Ho saltato di già dei colloqui di lavoro perché senza soldi per pagarmi la benzina. 10 euro al giorno con cui dovrei mantenermi tutto, comprese 25 euro settimanali di medicine per una patologia al sistema gastro-intestinale che peggiore a causa dello stress e angoscia a cui sono sottoposta. Il suo minimo legale è di 100 euro ogni 10 giorni. A stento ci faccio la spesa e non posso nemmeno permettermi di andare a fare colloqui di lavoro. Forse lo fa appositivamente per esercitare controllo nei miei confronti. Ora perfino controlla dal Congo casa (per fortuna solo il giardino) con le telecamere. Arrivato perfino a dirmi di spegnere la luce di notte. Cosa che non faccio perché sola in campagna e ho timore di eventuali visiti da parte di ladri. Fosse povero capirei e sarei riconoscente dell’aiuto minimo. Il fatto è che è benestante ma completamente matto e violento. L’anno scorso proprio l’indomani di una scenata per soldi, mi propose di andare in vacanza con lui e la moglie in un resort 4 stelle a Cefalù- Rifiutai disgustata. Tenta di esercitare controllo attraverso il ricatto monetario mortificandomi da anni perfino tramite violenza fisica e ingiurie. Non so che fare. Non voglio perdere opportunità di lavoro perché sempre con l’acqua in gola a causa sua. Mi trovo in gabbia. Chiedo cortesemente consiglio e aiuto. Non voglio più stare male. Da un anno che stavo bene fisicamente, questa rabbia e tensione mi stanno provocando forti disturbi anche a livello fisico per la mia predisposizione a blocchi intestinali (due operazioni in passato e domanda di invalidità civile in corso) Cordiali saluti, Rosalia
  • sto cercando un Avvocato nel luogo di caltanissetta penalista per una citazione in giudizio
  • funzionario direttivo regione sicilia chiarimenti in merito alle mansioni spettanti.
  • siamo 2 fratelli mia madre è deceduta lascia con testamento immobile ai pronipoti lasciando me usufruttario cosa è meglio fare?
  • CASO URGENTE. MIA FIGLIA CONSUELO AMATO DEVE DIVORZIARE DAL MARITO SALVATORE FAULISI PERCHE' INCOMPATIBILITA' DI CARATTERI ED AGLI ARRESTI DOMICILIARI.....ED MIA FIGLIA DEVE SUPERARE TANTI OSTACOLI PER LA POTESTA' GENITORIALE DEI 3 FIGLI MINORENNI....E NONOSTANTE LA MIA FIGLIOLA LAVORA IN NERO PER AVER PORTATO AVANTI CASA E FIGLI ADESSO CON UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE MINORE SONO STATI PORTATI IN COMUNITA' COME SE NON AVESSE FAMIGLIA.....IO DA MAMMA E NONNA MATERNA VOGLIO CHE VENGA TOLTA LA PATRIA POTESTA' A QUEL DELINQUENTE CHE CI HA ROVINATO, L'AFFIDAMENTO DEI FIGLIOLI ALLA MADRE....CON MASSIMA TUTELA DEI NONNI MATERNI AMATO GIUSEPPE ED ORLANDO ADELE ENTRAMBI DIPENDENTI STATALI DI RUOLO E IN GRADO E CAPACI DI PORTARE AVANTI LA FIGLIOLA AMATO CONSUELO E I 3 FIGLIOLI ADELE FAULISI, ANGELO FAULISI, E GIUSEPPE FAULISI. DEVONO LASCIARE SUBITO LA COMUNITA' E DEVONO ESSERE LIBERI E NON VINCOLATI. DEVONO TORNARE A CASA. I NONNI MATERNI SONO ANCHE MADRINA E PADRINO DEI PICCOLI. VI PREGO CHIAMATEMI CON URGENZA OCCORRE PENALISTA PER RISOLVERE PROBEMA URGENTE PERCHE' IL 13 APRILE CI SARA' PROSSIMA UDIENZA IN TRIBUNALE DI CALTANISSETTA.